Il test dello Stub: cosa è e a che cosa serve
Il test dello Stub: come funzione e a che cosa serve
In ogni indagine in cui è coinvolta un’arma da fuoco, uno degli strumenti più utilizzati dagli investigatori per raccogliere prove è il test dello Stub. Si tratta di un esame forense che consente di rilevare la presenza di residui di polvere da sparo su mani, abiti o oggetti appartenenti a chi ha sparato o si trovava nelle immediate vicinanze al momento dello sparo.
Cos’è il test dello Stub e perché è rilevante
Il test dello Stub funziona attraverso l’applicazione di uno stub, un piccolo cilindro metallico con superfici adesive che viene passato su zone elettive delle mani, come l’incavo tra pollice e indice, dove più facilmente si depositano le particelle derivanti da uno sparo.
Come funziona la prova dello stub:
- Rilevamento: Lo stub viene utilizzato per prelevare campioni da aree sospette, come le mani, i vestiti o altri oggetti.
- Raccolta: Le particelle di residui vengono raccolte e fissate al tampone.
- Analisi: I campioni vengono poi analizzati in laboratorio per identificare la presenza e il tipo di residui.
- Interpretazione: L’analisi dei residui può fornire informazioni sulla possibile presenza di un colpo d’arma da fuoco e, in alcuni casi, può indicare la posizione del bersaglio o la distanza del colpo.
I residui tipici sono costituiti da piombo, antimonio e bario, sostanze che provengono dai gas dell’esplosione e che, se rilevate in forma compatibile, possono confermare il contatto diretto o indiretto con un’arma da fuoco.
Le altre tecniche: paraffina ed ETD
Prima dell’introduzione dello Stub, l’unico test disponibile era quello del guanto di paraffina, sviluppato nei primi del ’900. Questo metodo consisteva nel versare paraffina liquida sulle mani del sospettato, poi solidificata e analizzata alla ricerca di tracce chimiche. Tuttavia, il test era soggetto a falsi positivi e a contaminazioni. Lo Stub ha segnato un salto di qualità in termini di affidabilità, velocità e precisione.
Il test ETD (Explosive Trace Detection), usato negli aeroporti, invece rileva particelle sospette mediante tamponi chimici passati su mani o oggetti.
Tempismo e limiti del test
Un elemento cruciale nella validità dello Stub è la tempistica. I residui da sparo sono estremamente volatili e possono scomparire con un semplice lavaggio delle mani o un cambio di vestiti. Per questo motivo, il test deve essere eseguito entro poche ore dallo sparo, altrimenti il rischio è quello di ottenere un risultato nullo o inattendibile.
Va anche detto che l’assenza di particelle non prova con certezza che il soggetto non abbia sparato generando falsi negativi, così come la presenza di altri fattori, come prodotti chimici o il contatto con superfici inquinanti, possono causare falsi positivi.
Utilizzo e valore nelle indagini penali
La prova dello Stub è oggi utilizzata in un’ampia gamma di indagini, ma è molto utile anche per escludere ipotetici indagati. In combinazione con la balistica forense — che analizza traiettorie, bossoli e proiettili — e con la criminologia, lo Stub contribuisce a ricostruire la dinamica dei fatti e a profilare i sospettati.
La prova dello Stub rappresenta oggi uno degli strumenti più affidabili per confermare (o smentire) l’utilizzo recente di un’arma da fuoco da parte di un sospetto. Ma come ogni tecnica forense, non è infallibile e deve essere interpretata insieme ad altri elementi dell’inchiesta.
Se utilizzata correttamente e tempestivamente, può però fare la differenza tra una supposizione e una prova scientifica.
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